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Analisi del territorio

ISTITUTO AUTONOMO COMPRENSIVO

   VALLE DI MADDALONI

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CARATTERISTICHE DEL PAESE

 

Valle di Maddaloni è situato nella fascia pedemontana dei Monti Tifatini. La variazione altimetrica del territorio va da un minimo di 60 m. ad un massimo di 579 m.

La superficie territoriale è di 10,81 Kmq e conta 2583 abitanti; di questi 233 lavorano all’estero.

Gli abitanti risultano:

da 0   a  3    anni  =  78

da 14 a  18  anni  =   210

da 18 a  30  anni  =   412

da 30 a  50  anni  =   683

oltre i    50  anni  =   587

Il comune dista dal capoluogo di provincia, Caserta, circa 15 Km. ed è collegato ad essa, così come ad altri comuni viciniori, da una buona rete stradale e da autobus della linea aziendale dei trasporti di Caserta. Il comune è servito anche da linea ferroviaria.

L’Istituto Autonomo Comprensivo comprende la Scuola Materna, la Scuola Elementare e la Scuola Media. La Scuola Materna e la Scuola Elementare sono situate in Viale Europa mentre la Scuola Media è situata in Via Annunziata nei pressi della Chiesa dell’A.G.P.

  SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA-CULTURALE

  La popolazione, fino a pochi anni fa, era quasi esclusivamente dedita ad attività agricole (anche attualmente al Comune risultano n° 38 produttori agricoli, n° 59 braccianti agricoli, n° 37 esercizi commerciali di cui molti relativi alla produzione agricola) ma negli ultimi anni vanno aumentando i lavoratori impegnati nel terziario e si registrano attualmente anche n° 40 laboratori artigianali.

Il lavoro femminile fuori casa è ancora poco frequente; infatti da una indagine svolta nella scuola risulta che il 70% delle donne è formato da casalinghe, ma bisogna sottolineare che molte di esse sono anche impegnate in attività agricole familiari ed altre lavorano a domicilio.

I nuclei familiari sono per lo più numerosi; nel 50% delle famiglie vi sono tre o più figli, nel 40% circa, due figli, spesso vi sono anche anziani che sostituiscono i genitori a volte assenti l’intera giornata per motivi di lavoro.

Fino a pochi anni fa era molto diffuso il fenomeno dell’abbandono e della dispersione scolastica e solo pochi continuavano gli studi dopo la scuola dell’obbligo.

Oggi il livello culturale e la scolarità della popolazione vanno aumentando; infatti mentre tra i genitori degli alunni si registra la presenza del 20% circa di diplomati, tra i giovani  nella fascia di età compresa tra i 15 e i 18 anni risulta che l'80% circa è impegnato negli studi (ma non tutti arrivano a  conseguire il diploma).  

E’ interessante notare che, negli ultimi anni, la percentuale di donne che decide di continuare gli studi sia a livello di scuole superiori che a livello universitario è maggiore di quella degli uomini i quali si inseriscono più rapidamente nel mondo del lavoro.

Nel paese sono quasi del tutto assenti strutture di tipo aggregante e culturale, mancano centri sportivi, attrezzature ricreative, cinema, teatro, biblioteche; pochissime sono le associazioni di tipo culturale o sociale che, insieme alla Parrocchia, organizzano attività per i ragazzi. 

I giovani hanno, quindi, difficoltà a trovare luoghi e momenti di incontro e confronto e ciò è aggravato dalla  particolare conformazione urbana del comune di Valle e cioè dalla disseminazione abitativa nel territorio rurale appartenente al comune che rende difficili gli spostamenti dei ragazzi (soprattutto di quelli più piccoli e cioè di quelli nella fascia di età della scuola dell’obbligo).

A ciò si aggiunge che le famiglie, o per motivi economici o per motivi culturali, nella maggioranza, non si attivano per soddisfare le esigenze proprie dei figlioli (sport, musica, cinema) i quali, quindi, se abitano in zone più vicine al centro trascorrono le ore libere per strada o nei bar, se abitano nelle zone rurali vivono in un notevole isolamento culturale e sociale.

La scuola resta dunque l’unica agenzia di riferimento dal punto di vista strettamente culturale e talvolta anche formativo per cui risultano particolarmente importanti tutte le iniziative  e attività curricolari ed extracurricolari che essa porta avanti.

Positivo, risulta comunque, in questo contesto, l’atteggiamento collaborativo delle famiglie degli allievi nei confronti della scuola, alla quale esse richiedono che si ponga come modello di cultura, come luogo di incontro di lunga durata, che possa destare interesse e proporre i valori della legalità e dell’etica. Buono risulta anche il livello delle  aspettative dei genitori sul piano strettamente culturale.

Negli ultimi anni anche l’amministrazione comunale ha dimostrato molta attenzione alle problematiche della scuola ed ha collaborato fattivamente alle sue iniziative, così come alcune associazioni che, insieme alla Pro Loco, hanno cominciato ad offrire la propria disponibilità per attivare preziose sinergie.  

AGENZIE DI RIFERIMENTO

  Al fine di attuare il percorso formativo dell’alunno, il Collegio ritiene indispensabile la collaborazione delle istituzioni e delle agenzie educative presenti nel territorio con le quali la scuola dovrà interagire utilizzando tutte le risorse e  le competenze disponibili. Tale esigenza scaturisce dalla necessità di rispondere alle istanze sempre più incalzanti della nostra società e per le quali si richiedono risposte più adeguate ed esaurienti.

Le agenzie con le quali la scuola intende dialogare o con le quali ha già lavorato sono:

Amministrazione comunale

Parrocchia

Pro Loco

Coop. Soc. “L’Aquilone”

ASL  CE  1

Associazione “Arte nell’Arte  

La Comunità  “Leo Amici”

Associazione “Lions Club” e “Leo Club”

Dott. Ruggiero Sebastiano

           

Panorama 

            La storia di Valle di Maddaloni

Non è nota l'epoca di fondazione di Valle di Maddaloni, ma comunque la sua nascita sembra legata strettamente alla presenza di un un castello edificato su un altura poco distante dal nucleo abitativo originario. Edificato in epoca altomedievale (XIII sec. circa), il castello dovette sopportare le scorrerie dei Goti, dei Vandali, dei Saraceni. Da ciò si desume come il tessuto storico di Valle presenti la tipica conformazione degli insediamenti medievali, con un percorso principale (l'odierna via Umberto I°) e delle piccole diramazioni che si estendevano per il piccolo centro abitato.

La storia di Valle ruota per tutto il medioevo attorno alle sorti del castello che a partire dal 1300(circa) e fino al 1500(circa) fu oggetto di passaggi ereditari o "forzati" tra varie dinastie, tra le quali è d' obbligo ricordare la famiglia catalana dei "de La Rath" e la stirpe francese degli Artois. In seguito, alle soglie del XIV sec, il castello ebbe diversi dominatori: passò dalle mani di Onorato I Caetani di nuovo a quelle dei "della Ratta" e precisamente da Giovanni a Francesco a Caterina.

Sotto il governo spagnolo, Ferdinando il Cattolico confermò a Caterina il possesso dei territori di Valle, Caserta, Limatola, Ducenta e S.Agata de'Goti; nel 1509 ella sposò Andrea Matteo Acquaviva, duca d'Atri ed i suddetti territori furono condivisi in comunione dei beni. In queste complesse vicende di successione, si inserisce la notizia, molto interessante, della vendita, nel 1470 del Feudo di Valle da parte di Francesco della Ratta ad un suo omonimo per una somma di 1500 ducati, irrisoria al punto da far pensare più ad una donazione che ad una compravendita. Francesco godette per 23 anni del feudo, dopodichè tra donazioni, confische, riscatti e vendite passò da un Andrada agli Acquaviva(1544), da costoro ai Gaetani Sermoneta(1635) ed infine a Carlo III di Borbone nel 1753. Si tenga presente che la popolazione vallese tra il XVI ed il XVII sec. passò da 3090 anime (1620) a meno di 500 a causa di una grave pestilenza.

 L'acquisto da parte di Carlo di Borbone della Terra di Vallata di Maddaloni è strettamente correlato alla costruzione del Palazzo Reale nella città di Caserta. Motivo principale fu la necessità di rifornire il sito reale e la stessa città di Caserta di abbondanti quantità d'acqua che sarebbe dovuta passare in gran parte per il Feudo di Valle; ciò portò alla costruzione del maestoso Acquedotto Carolino. I lavori dei "Ponti" iniziarono nel 1752 e vennero portati a termine nel 1759. L'inaugurazione ebbe luogo nel 1760, cui seguì quella dell'acquedotto nel 1764. In età borbonica, la popolazione lievitò a circa 700 anime.

Arrivando ai sec. XIX e XX, grazie al buon governo borbonico ed alle abbondanti derrate alimentari prodotte da una popolazione quasi del tutto dedita all'agricoltura, la densità degli abitanti salì da 800 anime a quasi 1200 nel 1840(circa). In questo lasso di tempo si colloca la famosa battaglia del Volturno, combattuta dalle truppe garibaldine contro l'esercito borbonico. Il I° Ottobre 1860 furono teatro di una di queste battaglie anche i Ponti della Valle. Protagonista fu Nino Bixio con 5600 uomini e la vittoria riportata in essa fu di importanza fondamentale per il successo finale. Fu proprio grazie ad essa che l'esercito garibaldino evitò l'accerchiamento delle truppe borboniche e la disfatta finale. 

Oggi, a ricordo di questa battaglia, sorge, nelle immediate vicinanze dei Ponti di Valle, un monumento ossario in memoria di quanti diedero la vita per la conquista dell'Unità d'Italia.

 

 

Il Castello

   

 

L'ACQUEDOTTO CAROLINO, I PONTI DELLA VALLE.

Descrizione dell'itinerario.

1) I ponti della valle

Breve percorso pedonale lungo il fianco della collina e tra le arcate del ponte. Dislivello c.a. 100 m. percorrenza totale 1 ora.

2) Percorso sull'acquedotto carolino

Dalla periferia di Sant'Agata dei Goti una stradina in salita porta in breve alla parte sommitale dell'acquedottto, da qui un percorso su largo sentiero consente di osservare lo snodarsi dell'acquedotto nei fianchi delle colline che giacciono tra Caserta ed il Matese. Dislivello c.a. 150 m. percorrenza totale 3 ore.

Brevi notizie circa l'itinerario.

L'ACQUEDOTTO CAROLINO

Inserito dall'UNESCO nel 1997 tra i beni da tutelare nella Lista del Patrimonio Mondiale, questa grandiosa opera di ingegneria idraulica fu realizzata da Luigi Vanvitelli durante il regno di Carlo III (Borboni).

Il sovrano, salito al trono di Napoli nel 1734, si impegnò in un'intensa opera di rinnovamento in tutti i campi, giuridico, economico, artistico, culturale, promuovendo una serie di opere pubbliche, di interventi sulla viabilità e per la bonifica del territorio, e la costruzione delle residenze reali, tra cui quella di Caserta, progettata lontano dal mare per motivi di sicurezza.

L'architetto Luigi Vanvitelli, nell'elaborazione del progetto, previde le "reali delizie" cioè un parco con fontane, un lago artificiale e una cascata per cui si rese necessaria la costruzione di un nuovo acquedotto, la cui acqua avrebbe rifornito anche le zone circostanti e avrebbe incrementato l'approvvigionamento idrico di Napoli allacciandosi al seicentesco acquedotto del Carmignano.

La spesa per il solo acquedotto, riportata nella Storia delle Finanze del regno di Napoli, fu di 705.826 ducati su un totale di 6.133.508 ducati spesi per la realizzazione del palazzo, del parco, con la peschiera, la vaccherIa, la scuderia.

Una serie di sorgenti: Fizzo, Noce, Volla, Sanbuco ecc., adatte per portata e per posizione, affinché l'acqua, trattandosi di un acquedotto a pelo libero, potesse giungere con la pressione necessaria, furono individuate alle falde del Taburno, a 254 metri sul livello del mare.

Per la realizzazione dell'opera, un condotto interrato (largo m. 1,20 e alto m. 1,30), si rese necessario il superamento di una serie di ostacoli, dalla diversa natura geologica dei terreni attraversati, alcuni durissimi da traforare, altri friabili e quindi franosi, altri paludosi, alla topografia del territorio che presentava monti, che dovettero essere traforati, e vallate per il cui superamento si rese necessaria la costruzione di ponti, tra cui il Ponte della Valle, un'opera imponente per l'epoca.

Nel corso dei lavori furono ritrovati i resti di una antico acquedotto romano, detto dell'Acqua Giulia, perché dedicato a Giulio Cesare. I lavori, Iniziati nel 1753, furono completati solo nel 1770, per i numerosi problemi emersi e anche per alcuni incidenti mortali.

Il percorso complessivo, di circa 38 Km., è ancora percorribile per lunghi tratti ed è segnalato da torrini numerati, costruzioni a pianta quadrata, con un tetto piramidale, che servivano da sfiatatoi e per l'ispezione del condotto.

Torrino

Il Regolamento per la custodia delle acque della città di Napoli proibiva di piantare alberi ai lati del condotti, e di costruire entro una distanza di "quattro palmi", e di abbeverare gli animali e di usare l'acqua per l'agricoltura, tutelando l'acquedotto e i terreni sovrastanti, a fronte dell'attuale situazione di incuria e e di degrado.

I PONTI DELLA VALLE

Si tratta di un ponte a tre ordini di arcate, lungo 529 metri e alto 95, costruito per superare l'ampia valle di Maddaloni. tra monti Longano e Garzano.

Per superare la valle, con un acquedotto a pelo libero per cui non poteva applicarsi il principio dei vasi comunicanti, non esisteva altra alternativa se non quella di deviare il percorso per un lungo tratto. Il Vanvitelli, che aveva una grossa esperienza in campo idraulico e ben conosceva gli acquedotti romani, il Pont du Gard in Provenza e il Pont Maintenon, concepì quest'opera grandiosa con 3 ordini di archi a tutto sesto, il cui numero aumenta progressivamente: 19, 27 e 43.                       

 Il passaggio

Un passaggio permette di percorrere tutti gli ordini, mentre sulla parte superiore corre una strada pavimentata in pietra, con parapetti, larga circa 3 metri, percorribile in carrozza.

L'acquedotto passa sulla parte superiore della struttura.

Il monumento-ossario, alla base del Ponte, inaugurato il 1 ottobre 1899, contiene i resti dei soldati morti nella battaglia del Volturno del 1 ottobre 1860. A Valle di Maddaloni, infatti, si scontrarono la brigata garibaldina, di cui facevano parte anche Menotti e Bixio e le truppe borboniche.

Il monumento è costituito da un obelisco triangolare, con una stella di bronzo simboleggiante l'Italia, che si eleva da una base triangolare in cui si apre la porta per l'ingresso all'ossario; ai lati di questa dei bassorilievi raffigurano Garibaldi e Bixio, mentre, sulla porta, una statua in bronzo raffigura la Vittoria Alata.

 

Bibliografia:

L'acquedotto Carolino. I percorsi di Italia Nostra, sezione di Caserta.

 

 

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Aggiornato il: 18 agosto 2002